Steve Jobs, iPhone 5 e il suo pensiero in 11 anni di esilio Apple

Steve Jobs è stato il co-fondatore della Apple nei lontani anni ’70, la sua vita lavorativa è stata divisa in due periodo principalmente, la fondazione e il ritorno in società. Steve è morto lo scorso 5 ottobre per un cancro al pancreas incurabile, le sue ultime parole sono state di stupore , soddisfatto a pieno della sua vita, seppur breve ( è morto a 56 anni ). Mr Jobs ha inventato il futuro, un grande uomo che è riuscito a cambiare le sorti tecnologiche del mondo e proporre qualcosa che mai nessuno aveva nemmeno lontanamente immaginato.

Steve ha lasciato un grandissimo patrimonio alla sua Apple, secondo le voci che circolano intorno a Cupertino, ci sono progetti per i prossimi 5 anni, tra smartphone (iPhone 5

) , televisioni (iTV), tablet (nuovo iPad) e compagnia varia. Ma quel che vogliamo analizzare noi oggi sono i suoi due periodi lavorativi che hanno un po’ segnato la moderna tecnologia.

Tra il licenziamento da Apple e il ritorno in compagnia sono passati ben 11 anni, cosa pensava Steve Jobs in questo periodo? In un’intervista fatta al co-fondatore , proprio in quegli anni , abbiamo scoperto cose davvero interessanti.

Se molti di voi pensano che gli 11 anni di ‘esilio’, se così si possono definire, di Steve sono stati quelli più brutti della sua vita, siete costretti a ricredervi perché in quegli anni Mr. Jobs se la passava molto bene. L’autore dell’intervista comparsa su ‘Fast Company’ qualche anno fa , Brent Schlender, fa capire come Steve amasse quel particolare periodo della sua vita, ecco allora che vi proponiamo alcune cose che sono state dette dal co-fondatore di Apple durante quel periodo.

‘Steve Jobs aveva intenzione di rendere la sua nuova azienda, ovvero NeXT una società aperta dove le decisioni erano prese da tutti e non da pochi’.

“ Potete pensarla così, guardate il vostro corpo, le cellule sono specializzate e concorrono per un piano finale, un obiettivo. L’azienda potrà essere migliore solamente se ogni membro conosce i nostri obiettivi e può comprendere la realtà dei fatti. Crediamo dunque che moltissime decisioni possono essere prese dalla nostra gente”.

“Sculley per Jobs è una strega del vecchio West”

“Sculley ha avvelenato l’azienda e la sua cultura, gli anni passano e la Apple non riusciva ad emergere. Al momento è come la strega cattiva del vecchio West. Assumere gli ‘Amelio’ come CEO non è di certo una buona mossa”.

Jobs preferiva andare di persona a comprare i regali alla sua famiglia :

“Andai a comprare una bici per il compleanno di mia moglie, in 10 minuti siamo entrati e usciti dal negozio, ero con il mio assistente. “

IBM non conosce l’industria in cui lavora

“I dirigenti di IBM non conoscono i computer, le persone che sono al vertice della Disney conoscono molte differenze tra un buon film e uno pessimo, IBM non conosce l’industria in cui lavora”.

Steve alle prese con i consigli sui matrimoni :

“Realizzare che i valori della tua compagna siano uguai ai tuoi e è un modo per far emergere la paura in una relazione, la mia opinione è che le paure vanno nascoste per avere un buon matrimonio o una buona partnership aziendale”.

Le aziende dovrebbero incentivare i propri dipendenti:

“Le incentivazioni ai dipendenti funzionano, è necessario prestare attenzione a questo aspetto. Ogni dipendente di Pixar ha i suoi incentivi, l’obiettivo finale così sarà sempre un successo”.

Jobs ci teneva ai dettagli :

“Il muro del QG di Pixar è stato costruito con 12 colori diversi, come da istruzioni di Steve Jobs. Visitava il cantiere appena possibile, ogni giorno se poteva.”

Steve Jobs ha lasciato scrivere la biografia a Walter Isaacson perché la gente ricorda una bella storia e non i prodotti :

“La tecnologia creata negli ultimo 20 anni ed è diventata la base dei nostri giorni. Personalmente credo che una storia venga ricordata di più di un semplice prodotto”.

Questo è quello che pensava Steve Jobs.